CASTAGNETO A TAVOLA

Che mondo sarebbe senza?

Month: May 2017

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Elezioni masochiste

Che cosa curiosa le elezioni in colonia. Più che un editoriale bisognerebbe scrivere un trattato sulla schizofrenia o sul masochismo. Nella metropoli, partiti e schieramenti cercano di conquistare voti prospettando agli elettori magnifiche sorti e progressive o anche periodi di austerità nella vicina prospettiva di miglioramenti. In colonia vengono a chiedere il consenso a un processo di impoverimento, di arretramento e di degrado. Sono convinti i sardi che la loro autonomia va accresciuta di quantità e di qualità? Gli uni vengono a proporre forme più o meno transalpine di presidenzialismo e, dunque, di compressione dellautonomia; gli altri vengono a proporre un federalismo così degenerato che non sai si sun macos o pira bendent.
Ma è sulle cose concrete che la schizofrenia appare in tutta la sua evidenza. Prendiamo il problema sollevato dai sindaci dei piccoli paesi in via di sparizione: tutti direbbero – e del resto lo hanno fatto rilevare – che la chiusura delle scuole non è tanto un effetto dello spopolamento, quanto una sua causa. Ebbene, Lamberto Dini – a quel che si legge nella denuncia della Cisl pubblicata ieri su questo giornale – si appresta a chiudere 387 classi nei paesi sardi e a sbattere fuori almeno altrettanti dipendenti del Ministero della pubblica istruzione. La cosa è di per sé intollerabile, lanticipo di un regresso di quaranta anni e lannuncio che il governo dello stato ha assoldato unacabadora incaricata di por fine con la morte allagonia dei novanta Olzai, Pompu e Bulzi della Sardegna.
Ma questo sarebbe ancora poco, se lassoldatore dellacabadora non si presentasse in questi paesi sardi, e negli altri trecento, a chiedere il voto per essere eletto al parlamento (o direttamente al governo) e poter continuare, forte del consenso ottenuto, a scrivere sul libro mastro della razionalizzazione il dare e avere della pubblica istruzione. Immagino limbarazzo dei tanti sindaci costretti a difendere con il loro voto due interessi non solo contrastanti ma addirittura opposti: gli interessi delle comunità che vogliono continuare a esistere e gli interessi dello schieramento di appartenza che deve appoggiare chi vuole affrettarne la morte. E se tutto questo proviene dallo schieramento di centro-sinistra che ha in mente la difesa dello stato sociale, immaginiamo che cosa proverrebbe da quello di centro-destra che punta piuttosto al suo contenimento se non proprio allo smantellamento.
Qualche giorno fa, lUnione ha ospitato una mia proposta ai candidati per il 21 aprile di sottoscrizione di un patto di sardità che consentisse ai 27 eletti, o almeno a quella parte di essi che avessero sottoscritto limpegno, di presentarsi in Parlamento come un gruppo capace di spendere il suo voto per la realizzazione dei programmi compresi nel patto. Cosa piuttosto inedita, la proposta ha suscitato un qualche interesse anche nelle alleanze contrapposte. Ma quali potrebbero essere i contenuti di un patto che sia sottoscrivibile da schieramenti così diversi? mi ha chiesto qualcuno. Provo ad elencarne cinque su cui non dovrebbe esser difficile trovare un accordo:
a) una legge speciale per i comuni sardi in rischio destinzione fondata su misure di incentivazione alla permanenza nei piccoli centri, inglobamento di questi centri nella rete telefonica urbana della provincia di appartenenza, mantenimento delle scuole e delle classi laddove esistano almeno cinque alunni per classe, telematizzazione delle scuole e dei comuni, creazione di una rete viaria che consenta rapidi spostamenti tra i piccoli paesi e i loro centri gravitazionali, defiscalizzazione dei carburanti per i residenti;
b) approvazione della revisione dello statuto speciale di autonomia così come elaborata dal Consiglio regionale;
c) misure straordinarie di incentivazione della piccola impresa che trasformi le risorse locali e della media impresa che stabilisca la sua residenza fiscale nellisola;
d) metanizzazione di tutti i comuni sardi a cominciare da quelli più disagiati;
e) immediata revisione della legge statale istitutiva dei parchi del Gennargentu, dellAsinara e della Maddalena nel senso richiesto dalle comunità e stanziamento immediato di risorse certe e adeguate; immediata liberazione dellAsinara dal penitenziario.

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